{"id":5707,"date":"2021-10-22T10:11:51","date_gmt":"2021-10-22T09:11:51","guid":{"rendered":"http:\/\/pavia.anpi.it\/?p=5707"},"modified":"2021-10-22T10:11:51","modified_gmt":"2021-10-22T09:11:51","slug":"intervento-di-luca-casarotti-al-convegno-su-errera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pavia.anpi.it\/index.php\/intervento-di-luca-casarotti-al-convegno-su-errera\/","title":{"rendered":"Intervento di Luca Casarotti al Convegno su Errera"},"content":{"rendered":"<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">&#8220;1. Il convegno di oggi \u00e8 il nodo pavese d\u2019una rete d\u2019iniziative, tessuta dall\u2019Associazione Nazionale Partigiani d\u2019Italia per ricordare, nei luoghi in cui ciascuno di loro era in cattedra, gli accademici che novant\u2019anni fa rifiutarono di giurare fedelt\u00e0 al fascismo. La coincidenza vuole che quest\u2019anniversario, occasione per il nostro Ateneo di celebrare il coraggioso \u00abI would prefer not to\u00bb opposto al regime da un suo professore, Giorgio Errera, incroci il centenario di un altro fatto profondamente radicato nella storia di Pavia e nella memoria dei suoi cittadini: ll\u2019omicidio di Ferruccio Ghinaglia, assassinato il 21 aprile 1921 nel Borgo Ticino da un gruppo di squadristi. Per commemorare i due avvenimenti, nel corso dell\u2019anno, l\u2019Universit\u00e0 di Pavia ha meritoriamente patrocinato altrettanti convegni: l\u2019odierno si aggiunge a quello su Ferruccio Ghinaglia e il suo tempo, tenuto lo scorso 21 aprile presso il Collegio Ghislieri, di cui Ghinaglia \u00e8 stato un alunno.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\" style=\"text-align: justify\">\n<div dir=\"auto\">2. I due anniversari sono per pi\u00f9 versi complementari. Anzitutto, la successione cronologica degli eventi commemorati restituisce, per exempla, l\u2019esatta misura del divenire-regime del fascismo: nel volgere del decennio che separa l\u2019uccisione di Ghinaglia dal rifiuto di Errera, un movimento il cui braccio paramilitare aveva eliminato impunemente, tra gli altri, anche il giovane antifascista pavese (il processo per l\u2019omicidio di Ghinaglia, celebrato in un clima d\u2019intimidazione verso giudici e testimoni, si concluse com\u2019\u00e8 noto con l\u2019assoluzione degli imputati) diviene il partito-regime che si fa giurare fedelt\u00e0 dai docenti universitari.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Da molti punti di vista, Giorgio Errera e Ferruccio Ghinaglia sono le due fronti del Giano. Il procedimento retorico della comparatio personarum, applicato alle loro biografie, rivela due dimensioni esistenziali e politiche che nella storia dell\u2019antifascismo italiano sono, per l\u2019appunto, complementari. Quando fu ucciso, lo studente universitario e militante comunista non aveva ancora compiuto ventidue anni: era nato a Casalbuttano, in provincia di Cremona, il 29 settembre 1899. Il bellissimo ritratto che gli ha dedicato Elisa Signori nell\u2019Almum studium papiense, la storia dell\u2019Universit\u00e0 di Pavia diretta da Dario Mantovani, ha per titolo un tricolon che compendia esattamente la sua vita activa e la sua sorte violenta: \u00abstudente medico, rivoluzionario, ucciso per mano fascista\u00bb.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Dal canto suo, quando rifiut\u00f2 di sottostare al giuramento di fedelt\u00e0 al fascismo, Giorgio Errera aveva gi\u00e0 una lunga e prestigiosa carriera alle spalle: nato a Venezia nel 1860, ordinario dal 1892, era a Pavia dal 1917, titolare del corso di chimica generale e incaricato di chimica organica. Ghinaglia ed Errera potrebbero perci\u00f2 essere l\u2019antonomasia delle due tradizionali componenti della comunit\u00e0 accademica: comunit\u00e0 nella quale, sia detto per inciso, \u00e8 un terzo incluso, il personale dipendente non docente, che ha avuto un ruolo di rilievo anche nella storia dell\u2019antifascismo. Ma una simile rappresentazione sarebbe consolatoria, perch\u00e9 negli stessi anni la comunit\u00e0 accademica fu incarnata anche da personalit\u00e0 di segno opposto. Basti dire che gli squadristi imputati per l\u2019omicidio di Ghinaglia erano (o avevano da poco smesso di essere) studenti dell\u2019Universit\u00e0 di Pavia: riprova che l\u2019universit\u00e0 riflette i conflitti della societ\u00e0 di cui \u00e8 parte, e ne \u00e8 parimenti lacerata.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">3. Se poi ci volgiamo a considerare le ragioni che animarono il loro antifascismo, le scelte del \u201cvecchio professore\u201d e del \u201cgiovane studente\u201d nuovamente risaltano, come la fotografia e il suo negativo, le une nel rovescio delle altre. Esponente tra i pi\u00f9 attivi della frazione comunista del Partito Socialista pavese, dopo il Congresso di Livorno Ghinaglia contribu\u00ec, coerentemente, a fondare la federazione di Pavia del Partito Comunista d\u2019Italia. Il suo antifascismo era dunque proteso all\u2019esterno, nella dimensione collettiva, politica e organizzativa. Egli leggeva il fascismo anzitutto nella sua dimensione classista, cio\u00e8 come un movimento essenzialmente antiproletario. Aveva precocemente intuito, si potrebbe dire echeggiando Claudio Pavone, che la Liberazione sarebbe stata anche una guerra di classe.<\/div>\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: justify\">Per Errera, invece, non giurare fu una scelta individuale. Il che non vuol dire impolitica: la fede liberale era anzi da lui rivendicata apertamente. Ne \u00e8 una testimonianza (ce ne parler\u00e0 tra poco Paola Vita Finzi) la lettera privata in cui nel 1923 il chimico veneziano motiv\u00f2 a Giovanni Gentile il rifiuto di assumere il rettorato del nostro Ateneo, che il suo antico collega all\u2019Universit\u00e0 di Palermo, nel frattempo divenuto ministro del governo di Mussolini, gli aveva offerto. La fede liberale accomunava dunque Errera a Benedetto Croce, il cui \u201cantimanifesto\u201d egli sottoscrisse nel maggio 1925. Lappello crociano era per altro riuscito a chiamare a raccolta un fronte ampio d\u2019intellettuali, alcuni dei quali anche molto lontani, se non quasi agli antipodi, dall\u2019idea di liberalismo espressa dal suo manifesto. Tra i dodici firmatari pavesi figurano , ad esempio, gli antichisti Siro Solazzi e Plinio Fraccaro (il futuro Rettore della Liberazione), entrambi socialisti riformisti e a diverso titolo impegnati nel partito di Turati.&#8221;<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;1. 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