{"id":6144,"date":"2023-03-17T12:54:00","date_gmt":"2023-03-17T11:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/pavia.anpi.it\/?p=6144"},"modified":"2023-03-18T01:01:37","modified_gmt":"2023-03-18T00:01:37","slug":"commemorazione-battaglia-costa-pelata-12-03-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pavia.anpi.it\/index.php\/commemorazione-battaglia-costa-pelata-12-03-2023\/","title":{"rendered":"Commemorazione Battaglia Costa pelata \u2013 12\/03\/2023"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"483\" height=\"126\" src=\"http:\/\/pavia.anpi.it\/files\/2023\/03\/anpi-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-6106\" srcset=\"https:\/\/pavia.anpi.it\/files\/2023\/03\/anpi-1.png 483w, https:\/\/pavia.anpi.it\/files\/2023\/03\/anpi-1-300x78.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 483px) 100vw, 483px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\" style=\"font-size:15px\"><\/p><p class=\"has-text-align-left\" style=\"font-size:15px\"><\/p><p class=\"has-text-align-left\" style=\"font-size:15px\"><\/p><p class=\"has-text-align-justify\">Il monumento dove ci siamo appena recati ricorda quella di Costa Pelata come una \u201cbattaglia decisiva per la storia delle nostre montagne\u201d.<br \/>Si tratta infatti di uno degli scontri armati che segn\u00f2 una svolta nella lotta partigiana, determinando la fine di quello che fu l\u2019ultimo grande rastrellamento strutturato, messo in atto da gruppi fascisti e da alcuni reparti tedeschi.<br \/>Prima di passare al ricordo della battaglia, \u00e8 necessario inquadrare ci\u00f2 che avvenne nei mesi e nelle settimane precedenti.<br \/>Siamo alla fine del grande rastrellamento dell\u2019inverno 44-45, episodio-chiave della riscossa del movimento di liberazione in Oltrepo\u2019 Pavese \u00e8 la Battaglia delle Ceneri del 14 febbraio 1945, che abbiamo commemorato poche settimane fa a Santa Maria della Versa. A partire dal mese di febbraio, si ricostituiscono infatti le formazioni partigiane, che tornano a riorganizzarsi sul territorio, mettendo in atto diverse azioni, anche a danno di alcuni presidi nazifascisti, che vengono evacuati e smantellati.<br \/>L\u2019avanzata delle forze partigiane provoca la reazione dei nazifascisti, che l\u201911 marzo<br \/>decidono di passare al contrattacco per sottrarre la zona collinare e montuosa ai ribelli, su spinta in particolare del comandante Fiorentini, malgrado o forse proprio per una volont\u00e0 di rivalsa dopo la sconfitta della battaglia delle Ceneri.<br \/>L\u2019attacco nazifascista si muove su tre direttrici:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>in Vallescuropasso partendo da Broni;<\/li>\n\n\n\n<li>nella zona di Pietragavina partendo da Varzi;<\/li>\n\n\n\n<li>in Valle Ardivestra partendo da Godiasco.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>I territori interessati sono scenari di forti scontri e il passaggio dei nazifascisti \u00e8 accompagnato da razzie, incendi e violenze a danno di civili, in particolare in Vallescuropasso ad opera degli uomini di Fiorentini.<br \/>Non mancano le reazioni delle forze partigiane. In Vallescuropasso, nonostante l\u2019uccisione di civili e la cattura del partigiano della Brigata Togni, Renato Moretti, sono proprio i partigiani ad avere la meglio, questo grazie a successi militari sul campo, accompagnati da un importante sostegno da parte della popolazione (in particolare donne e contadini) e favoriti anche dall\u2019incursione di due aerei, probabilmente inglesi.<br \/>Fiorentini e i suoi uomini, che sono molto abili ad incutere terrore nella popolazione ma che ancora una volta si rivelano poco efficaci dal punto di vista militare, sono costretti a ritirarsi, abbandonando i due automezzi (una corriera e un\u2019autoblinda) utilizzati per l\u2019attacco, che vengono presi dai partigiani.<br \/>Maggiori difficolt\u00e0 per le forze partigiane si registrano invece nelle altre zone.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel settore di Pietragavina, la colonna nazifascista riesce ad occupare Valverde e in<br \/>un\u2019imboscata nei pressi di Oramala uccide Umberto Negruzzi (nome di battaglia Berto)<br \/>comandante di un distaccamento della Brigata Crespi. Un gruppo di nazifascisti raggiunge Sant\u2019Albano, mentre altri vengono per\u00f2 fermati prima di raggiungere Zavattarello, che era la sede del comando partigiano, a cui puntavano.<br \/>In Valle Ardivestra, le forze nazifasciste occupano Costa Cavalieri di Fortunago, poi tentano di proseguire verso Torre degli Alberi ma sono costrette a ripiegare sull\u2019altura di Costa Pelata.<br \/>Volendo fare un bilancio di quanto accaduto nella giornata del 11 marzo, si pu\u00f2 affermare che nonostante le difficolt\u00e0 e le perdite subite, i partigiani sono comunque riusciti a contenere l\u2019avanzata dei nazifascisti, ottenendo anche dei parziali successi.<br \/>Il 12 marzo i partigiani passano al contrattacco nei due settori ancora in mano nemica.<br \/>A Valverde i garibaldini della Crespi, a cui si uniscono anche gruppi di altre brigate, iniziano un duro combattimento che continua per diverse ore, fino a che i nazifascisti lasciano il paese.<br \/>A Costa Pelata, sono i garibaldini della Casotti a tornare all\u2019attacco.<br \/>Si entra nel vivo della battaglia di Costa Pelata, che si svolge con una serie di scontri,<br \/>procedendo a fasi alterne, in cui la sommit\u00e0 viene pi\u00f9 volte persa e riconquistata.<br \/>Entrambe le parti chiedono ripetutamente rinforzi.<br \/>Gli aiuti ai rastrellatori arrivano da una colonna che giunge da Val di Nizza e che marcia<br \/>verso Costa Pelata facendosi scudo con due civili, presi in ostaggio.<br \/>La colonna \u00e8 attaccata dal distaccamento Bixio della Casotti.<br \/>Nella sparatoria viene gravemente ferito e poi ucciso il loro comandante Luigi Migliarini,<br \/>nome di battaglia Vento, di 22 anni, originario di Rimini, trasferitosi a Roma e giunto in<br \/>Oltrepo\u2019 dopo l&#8217;8 settembre, dove si unisce alla Resistenza.<br \/>Ai partigiani giungono rinforzi dalle brigate Sandri, Balladore e Togni, nonch\u00e9 da due<br \/>squadre della 2^ Brigata Giustizia e libert\u00e0 operante in Val Tidone.<br \/>Gli uomini della Togni utilizzano l&#8217;autoblinda di Fiorentini presa il giorno prima, che per\u00f2<br \/>purtroppo viene presto messa fuori uso, mentre i partigiani di Giustizia e Libert\u00e0 sono muniti di armi anticarro, i cosiddetti &#8220;panzerfaust&#8221;, che risultano particolarmente efficaci.<br \/>In questa fase dell&#8217;attacco, \u00e8 ferito gravemente il partigiano piacentino Gino Molinari,<br \/>immediatamente trasportato all&#8217;ospedale di Bobbio, dove per\u00f2 morir\u00e0 alcuni giorni dopo.<br \/>Cadono inoltre due contadini, Giovanni Antonielli e Giuseppe Bonelli, colpiti dalle mitraglie, mentre tentano di liberare il loro bestiame dalle stalle incendiate da pallottole traccianti.<br \/>Gli scontri continuano fino a che i rastrellatori, attaccati da varie parti e minacciati di<br \/>accerchiamento, decidono di ritirarsi, costringendo alcuni contadini ad aiutarli a caricare e trasportare morti e feriti. Si ritirano velocemente, tanto che dalla fretta dimenticano un loro caduto, la cui salma verr\u00e0 poi fatta recuperare da uno dei contadini, Alessandro Schiavi, rimandato a Costa Pelata da Godiasco, trattenendogli in ostaggio il figlio fino al suo ritorno.<br \/>L&#8217;evoluzione della Battaglia di Costa Pelata e pi\u00f9 in generale quanto accaduto nei giorni 11-12 marzo ci dimostra come si intrecciano le azioni avvenute nei diversi territori e il concatenarsi in termini di conseguenza temporale delle diverse vicende.<br \/>Pertanto, momenti di commemorazione come questi non devono essere visti come il ricordo di un singolo evento storico avvenuto in uno specifico luogo, ma come un episodio che \u00e8 parte integrante dell\u2019intero movimento di Liberazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa visione d\u2019insieme assume un significato ancor pi\u00f9 importante quest\u2019anno, in cui cade l\u201980\u00b0 della Resistenza, anniversario anch\u2019esso non legato ad uno specifico fatto ma riferito all\u2019intero triennio 1943-45.<br \/>In genere si pensa all\u20198 settembre 43 come inizio della Resistenza, facendolo coincidere con l\u2019inizio della resistenza armata. In realt\u00e0 80 anni fa gi\u00e0 in questo periodo, nel marzo del 43, iniziavano gli scioperi nelle fabbriche (in un periodo in cui gli scioperi erano vietati), segnando l\u2019avvio di una fase di lotta che costituisce il primo episodio di quella Resistenza, che si svilupper\u00e0 in tutte le sue forme nei mesi e negli anni successivi, fino ad arrivare alla Liberazione nell\u2019aprile del \u201845.<br \/>Il singolo episodio, come quello ricordato oggi, diventa necessariamente parte di un\u2019esperienza pi\u00f9 ampia. Si tratta innanzitutto di un&#8217;esperienza plurale, anche nel caso della Battaglia di Costa Pelata e dei fatti collegati, si ha infatti la collaborazione di diverse brigate provenienti da territori contigui e in alcuni casi di diversa estrazione politica. Si tratta inoltre di un\u2019esperienza partecipata (come accennato prima, una Resistenza che si sviluppa sotto varie forme) e a questo proposito si sottolinea come, anche nei fatti appena ricordati, sia stato fondamentale in diversi momenti l\u2019aiuto della popolazione locale.<br \/>Il ritrovarsi in giornate come queste ci porta ad interrogarci su quale sia il significato di<br \/>queste commemorazioni ai giorni nostri, spingendoci a riflettere sull\u2019attualit\u00e0 di quei valori per cui allora hanno combattuto i partigiani.<br \/>Riguardo a questo, credo che non si possa ritenersi veramente antifascisti oggi, se si resta scollegati dalla realt\u00e0 economica e sociale in cui viviamo, se non si cerca di garantire oggi quei valori di libert\u00e0, uguaglianza e democrazia, che ritroviamo sanciti dalla nostra Costituzione.<br \/>A questo proposito \u00e8 importante ricordare che cade quest\u2019anno il 75\u00b0 anniversario dall\u2019entrata in vigore della Costituzione, nata dalla Resistenza.<br \/>Parafrasando Piero Calamandrei, possiamo dire una Costituzione nata quindi anche su queste colline, su queste montagne, dove combatterono e caddero i partigiani; una Costituzione, come ancora ci ricorda Calamandrei, che \u00e8 una macchina che non va avanti da sola ma che ha bisogno ogni giorno di combustibile.<br \/>Questo ci pone la necessit\u00e0 di assumerci l\u2019impegno e la responsabilit\u00e0 di vigilare costantemente sulla sua piena attuazione, in tutti gli ambiti.<br \/>Risulta fondamentale riaffermare la centralit\u00e0 del lavoro e contribuire a creare una cultura di uguaglianza, in cui le diversit\u00e0 siano viste non come un limite da gestire o comunque come una sorta di minoranza\/condizione da tutelare, ma invece come un\u2019occasione di confronto e di arricchimento.<br \/>In una societ\u00e0 come la nostra in cui aumenta sempre pi\u00f9 il divario tra ricchi e poveri, la realizzazione di quell\u2019uguaglianza sostanziale prevista dalla Costituzione, \u00e8 necessariamente legata a interventi di giustizia sociale e di solidariet\u00e0 territoriale. Mentre le forze politiche al Governo sembrano seguire la direzione opposta.<br \/>Tutto questo in uno scenario internazionale in cui la fine della guerra in Ucraina appare ancora lontana, e purtroppo sar\u00e0 cos\u00ec fino a quando si riterr\u00e0 di poter creare la pace con sanzioni e inviando armi, mentre sarebbe necessario un serio intervento delle Nazioni Unite per l\u2019avvio di negoziati. Invece in Ucraina, cos\u00ec come negli altri paesi teatro di conflitti, sulla politica di pace continuano a prevalere interessi economici e altre logiche di equilibri geopolitici.<br \/>Quando parliamo di Costituzione, si deve sottolineare la sua natura antifascista.<br \/>\u00c8 importante ricordarlo alla luce dei fatti di queste ultime settimane, su cui come ANPI da subito abbiamo preso posizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordiamo che a Firenze \u00e8 avvenuta un\u2019aggressione squadrista a studenti di un liceo, per la quale il ministro Valditara non ha espresso alcuna parola di condanna, anzi \u00e8 arrivato a insinuare possibili provvedimenti disciplinari verso una Preside di un altro istituto per aver preso posizione su quell\u2019episodio, riprendendo in una lettera le origini e i pericoli del fascismo.<br \/>Altro fatto grave \u00e8 quello accaduto a Cutro, vicino a Crotone, dove abbiamo assistito all\u2019ennesima tragedia di migranti, con immagini di morti, effetti personali sulle spiagge e file di bare, che ogni volta tornano a scuotere le coscienze, salvo poi ritornare dopo poco nel dimenticatoio.<br \/>Tutto ci\u00f2 \u00e8 stato accompagnato da una gestione del governo quantomeno discutibile e dalle indegne dichiarazioni del ministro Piantedosi, con un atteggiamento che va addirittura oltre<br \/>le gravi responsabilit\u00e0 politiche in termini di organizzazione dei soccorsi in mare e criminalizzazione delle ONG. Ci\u00f2 che colpisce \u00e8 l\u2019assenza di piet\u00e0 e di ogni forma di umanit\u00e0, un aspetto grave che va al di l\u00e0 di ogni differenza di posizione politica e che ricorda quella stessa disumanit\u00e0 che ritroviamo come normale nelle barbarie fasciste e nelle persecuzioni naziste.<br \/>\u00c8 chiaro che il fascismo non torner\u00e0 pi\u00f9 con le stesse vesti in cui l\u2019abbiamo conosciuto negli anni del ventennio e che non sar\u00e0 pi\u00f9 lo stesso nazifascismo che \u00e8 stato combattuto nelle nostre valli.<br \/>Lo possiamo per\u00f2 ritrovare ancora anche se in forme diverse, da quelle pi\u00f9 evidenti dei movimenti neofascisti, delle aggressioni squadriste e dei tentativi di revisionismo storico, a segnali forse meno eclatanti, ma che sono comunque indice di una nuova forma di cultura e mentalit\u00e0 fascista.<br \/>Riprendendo la domanda posta prima sul significato di partecipare ai giorni nostri a queste commemorazioni, \u00e8 importante affermare che siamo qui oggi per fare memoria, ma come diceva Carlo Smuraglia una memoria che sia memoria attiva, con lo sguardo al quotidiano, con l&#8217;impegno a non cadere nell&#8217;indifferenza, affinch\u00e9 le lotte e i sacrifici dei partigiani che stiamo commemorando non siano stati vani.<br \/>Alla luce dell\u2019attuale situazione nazionale e internazionale, anche se in forme diverse, c\u2019\u00e8 ancora bisogno di Resistenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Samantha Bisio<\/strong><br \/>(Vice presidente ANPI provinciale Pavia)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il monumento dove ci siamo appena recati ricorda quella di Costa Pelata come una \u201cbattaglia decisiva per la storia delle nostre montagne\u201d.Si tratta infatti di uno degli scontri armati che segn\u00f2 una svolta nella lotta partigiana, determinando la fine di &hellip; <a href=\"https:\/\/pavia.anpi.it\/index.php\/commemorazione-battaglia-costa-pelata-12-03-2023\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":74,"featured_media":6106,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[26980],"tags":[],"class_list":["post-6144","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comitato-provinciale-pavia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pavia.anpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6144","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pavia.anpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pavia.anpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pavia.anpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/74"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pavia.anpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6144"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/pavia.anpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6144\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6146,"href":"https:\/\/pavia.anpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6144\/revisions\/6146"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pavia.anpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6106"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pavia.anpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6144"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pavia.anpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6144"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pavia.anpi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6144"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}